Da rilevazioni e statistiche emerge: in materia di sicurezza stradale i romandi e i ticinesi sono regolarmente i secondi della classe rispetto agli svizzeri tedeschi. Il nuovo studio dell'upi, Ufficio prevenzione infortuni, è dedicato proprio a queste disparità regionali. Emerge che rispetto agli svizzeri tedeschi i romandi superano più spesso il limite di velocità e guidano ebbri, mentre i ticinesi si allacciano più raramente e si mettono anche loro più spesso al volante in stato di ebbrezza. Inoltre, in Ticino il numero degli incidenti motociclistici gravi è superiore alla media.
Tra il 1997 e il 2007, sulle strade della Svizzera tedesca è stato registrato il calo più significativo dei feriti gravi e dei morti (- 21%). Nella Svizzera francese e in Ticino la diminuzione ha invece raggiunto solo rispettivamente il 7 e il 10%. Nel suo studio «Disparità regionali nell'incidentalità stradale», presentato oggi in due conferenze stampa a Losanna e a Bellinzona, l'upi analizza la problematica da tre punti di vista: 1) il profilo degli incidenti stradali (utenti della strada, veicoli, chilometri percorsi), 2) il comportamento della popolazione nei confronti della mobilità e della sicurezza stradale e 3) l'infrastruttura stradale.
In Ticino, i motociclisti costituiscono il 51% di tutti gli utenti della strada feriti gravemente e morti, una percentuale che nella Svizzera francese raggiunge il 33% e in quella tedesca il 26%. In Ticino, un numero superiore alla media delle vittime stradali non allaccia le cinture di sicurezza (32% degli incidenti con feriti gravi e morti; nella Romandia è stato rilevato il 22%, nella Svizzera tedesca il 16%). In Ticino (19%) e nella Svizzera francese (20%) l'alcol al volante comporta quasi il doppio dei feriti gravi e dei morti rispetto alla Svizzera tedesca (11%). Nella Romandia il 34% degli incidenti è da attribuire alla velocità. Questo fattore di rischio è meno centrale in Ticino (8%; Svizzera tedesca: 21%).
In generale lo studio ha evidenziato i seguenti risultati: nella sicurezza stradale il Ticino ha ottenuto il risultato peggiore e la Svizzera tedesca il migliore. Ciò vale indipendentemente dal fatto che si metta il numero delle vittime in relazione al numero degli abitanti o ai chilometri percorsi. La classifica non cambia nemmeno se si escludono gli utenti della strada coinvolti in un incidente e provenienti da una delle altre regioni linguistiche. Inoltre, è degno di nota che in Ticino tre volte più uomini sono coinvolti in un incidente grave rispetto alle donne. Queste, a proposito, contribuiscono notevolmente alla ridu-zione delle disparità regionali: il numero delle donne che su 100 milioni di chilometri è coinvolto in un incidente grave è praticamente identico nelle tre regioni.
L'upi, prendendo spunto dai risultati dello studio, focalizzerà ancora maggiormente il suo lavoro di prevenzione, per esempio con misure per ridurre la velocità e la guida in stato di ebbrezza nella Svizzera francese. In Ticino invece si impone l'intensificazione delle campagne relative alla cintura di sicurezza e per i motociclisti quella relativa ai controlli della polizia. Questo lavoro, tuttavia, non può essere svolto in solitaria dall'upi, ma solo in collaborazione con i suoi partner nei cantoni e comuni (corpi di polizia, scuole, delegati alla sicurezza ecc.).
Download
Studio «Disparités régionales des accidents de la route» in versione integrale (in francese)
Riassunto (in italiano)
Conferenza stampa, 19.01.2010
Presentazione dei risultati dello studio
Paola Lurati, Portavoce upi
Presentazione delle misure in Ticino
Stefan Siegrist, Responsabile Ricerca / Formazione, Direttore supplente,upi
Sicurezza stradale – Evoluzione delle cifre in Ticino e impegno nella prevenzione
Davide Caccia, Responsabile "Strade più sicure", Dipartimento Istituzioni